E' chiaro che il bambino intorno ai due anni inizia una fase critica, ma per noi, che ci ritroviamo a fare i conti con un piccolo essere posseduto e non più con il dolce angioletto di soli pochi giorni prima.
Come ho già detto, non credo ci siano regole e soluzioni uguali per tutti, di una cosa però sono convinta, le mani e le urla non hanno il fine pedagogico che spesso si verrebbe attribuire loro.
Non credo che solo tramite l'uso delle mani e delle urla si stabiliscano delle regole; non usare questi metodi o non ripetere continuamente "NO", non vuol dire non imporre regole o non insegnare l'educazione, anzi.
Ci sono modi alternativi che implicano però come prima cosa un difficile lavoro su noi genitori.
Non è solo lo spiegare ogni cosa al bambino, non è solo imporre degli stop di fronte a comportamenti da non tenere che dovrebbero tenere, non è solo l'essere fermi e risoluti, non è solo offrire alternative, ecc..
E' l'insieme di tutto questo, ma anche un lavoro su noi stessi, è anche il capire e l'analizzare il motivo di certi comportamenti dei cuccioli, ma anche tante altre cose assieme.
Ad esempio quando mi capita di lavorare da case e il cucciolo è con me, succede spesso che si avvicini al televisore ed inizi ad accenderlo e spegnerlo; oppure che cerchi di saltare sulla tastiera; o ancora di spegnere il PC. E' chiaro che i suoi comportamenti siano una ricerca di attenzione; lui sa bene che non deve fare nessuna di queste cose e le fa per attirare la mia attenzione che è invece concentrata su altro.
Certo è tutto facile a dirsi, ma al dunque è realizzabile? Io credo di si, anche se penso che non lo sia sempre e in tutte le situazioni. Anche i genitori sono esseri umani e come tali possono sbagliare, hanno le loro ansie, preoccupazioni, stress e quant'altro. E' più che naturale a fronte di certi comportamenti perdere le staffe.
Io le ho perse e spesso (con urla) e le continuo a perdere, però mi sono resa conto che molte volte, non tutte, le sue sono reazioni a miei comportamenti. Altre volte è l'aperta volontà di sfidarmi e di sondare i limiti che gli vengono imposti.
Consideriamo anche che loro imparano tramite l'esperienza, quando inziano a rendersi conto di essere individui e non espressione dei genitori, vogliono imporre la loro autonomia.
Trasmissioni come SOS Tata possone essere strumenti, come i libri e l'esperienza di altri genitori, ma non devono diventare lo Strumento, quello deve essere sempre e comunque il genitore, le sue sensazioni, le sue convinzioni e le sue conoscenze del bambino.
Scusate per la lungaggine, ma io la vedo così; non credo di essere la portatrice della sacra verità, ma per quanto possibile cerco di adottare i metodi nei quali credo, maturati sulla base di convinzioni ed esperienze personali e di iter di studi.
Maris complimenti, io non riesco ad essere così propositiva, se mi colorasse il divano mi scapperebbe un urlo da far tremare i muri






