Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

La nascita, la crescita, grandi e piccole sfide della genitorialità.

Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda gattina » 29/08/2015, 17:11

Salve care mamme volevo confrontarmi con voi sull mio ometto, 7 anni a novembre.
Fin da piccolo è sempre stato affettuoso buono ma un carattere "forte" ed io quando posso di accontantarlo, do regole ma non troppe.
Ovvio nessun bambino esegue gli ordini come un robot ma lui va a giornate a volte è tranquillo, altre è davvero molto disobbediente, pare che ti voglia sfidare ma mentre in casa aspetti che passa, fuori casa è una belva, corre via da noi decine di metri anche lungo marciapiedi o nei centri commerciali, io non poso guardare qualcosa che lui va in giro - malgradi i nostri avvertimenti, ci son state anche punizioni minacce sculacciate anche se io non amo questo metodo dopo un giorno che ti fa venir la bile scusate mi parte la mano.... Inutile.
Fa storie al momento di tornare a casa, a casa pretende cose stupidissime che smbrano proprio voler provocare "voglio star seduto lì" e noi abbiamo messo il suo piatto per esempio a un altro posto - oppure "voglio lavarmi e mani al bagno su" e lui già lento di suo perde laltro tempo a salir le scale ecc... Anche quando gioca cerca di dirigere il gioco lui, i nonni un po' lasciano ma ora lo fanno notare e cecano di farlo smettere - con i bambini resta malissimo se non vogliono fare come dice lui, a volte gioca in armonia ma spesso fa dispetti stuzzica, piccoli e grandi - io mi aspetto che qualcuno gli gonfi la faccia.

Io ho pensato anche di sentire un esperto - psicologo o pedagogista - se sono "capricci" che nascondono un disagio, anche perchè è incapace di gestire le emozioni negative, anche la stanchezza (non dice sono stanco mi riposo, ma da il peggio di sè e seguita in quel che sta facendo anche se al minimo imprevisto reagisce come a una tragedia).
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda primomaggio » 31/08/2015, 13:36

Gattina, onestamente a me appaiono comportamenti un po' immaturi per la sua età... poi ogni bimbo ha le sue tappe di crescita, ma forse un aiuto - come pensi tu - non farebbe male. A volte noi ci sentiamo cattivi a frustrare le aspirazioni dei nostri figli e pensiamo sia giusto dare spazio alle loro richieste, soprattutto se ci appaiono innoque, per quanto ci è possibile. In realtà nel tempo mi sono resa conto che noi abbiamo anche l'amaro ma importante compito di far assaggiare ai nostri figli la cocente delusione. Io a un bambino di quasi 7 anni non permetterei di cambiar di posto a tavola o andare a lavarsi le mani in un altro bagno...sono tutte occasioni in cui accordando il permesso non gli dai alcun vantaggio reale e se tu sei stanca e di fretta, ti esasperi ancor di più.
In giro con me ti dico la verità mio figlio grande si stufa a morte, ma ormai è grandino (8 anni) e so che se si allontana rimane nei paraggi, sa tornare indietro dove sono e non fa cavolate, al più se siamo al super va al reparto dei libri e dei giochi. Oppure facciamo il patto che prima facciamo tutta la spesa e poi ci fermiamo qualche minuto. Infatti un sistema con lui è prevenire, mettendo in chiaro cosa vogliamo fare e in che modo ciò si può conciliare con le sue aspettative.
Quindi da un lato no, anche in casa. Anzi, a casa gli affido piccoli incarichi di aiuto a me, e se vuole fare qualcosa o dobbiamo uscire, è maggiormente motivato ad aiutarmi perché così finisco prima.
Dall'altro, patti chiari...amicizia lunga.
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda gattina » 31/08/2015, 20:34

Ti ringrazio molto per le tue risposte.

Ok - io inizio a notare lo "scarto" con gli altri bambini, che prima si fermava al linguaggio, a volte lo capisco nel senso che essere preso in giro al parco se parli male, o giochi in modo diveerso... non lo capiscono i grandi (che dovrebbero aprire i cervelli e pensare che dietro c'è una storia) figurati i piccoli, solo che anni di terapie logopediche e psicomotorie ecc... non guidano i genitori a saper gestire bambini particolari che ti fanno far fatica doppia. Io vedo un bello "scarto" sicuramente non siamo genitori perfetti le scemenze le facciamo/abbiamo fatte anche noi, però mi sto accorgendo che lui sta aprendo gli occhi sui suoi limiti, si arrabbia è frustrato io so benissimo perchè ma non riesco a insegnargli a gestire queste emozioni, queste emozioni posso capirle ma non quei "capricci2 a meno che son cieca io e ci sta comunicando qualcosa (per esempio che è arrabbiato col mondo, o ci sta testando...a voltre sempbra proprio che vogia provocare) per esempio questi atteggiamenti li fa quando è stanco, parecchio, magari lo metti a letto si agita un'ora o seguita a giocare.
La cosa che emerge di più e che fa parte delle sue caratteristiche è che sembra non sentire nulla, speriamo che quest'anno lavorando sull' attenzione con la Neuropsicomotricista migliori, io mi sto comunque convincendo che prima che diventi grande e sempre più ingestibile di parlare con qualcuno, qui cambi centri terapisti, ma sembra che lavorino tutti a compartimenti stagni.

Comunque mi interessava qualche opinione perchè vedo bambini apparentemente normalissimi con atteggiamenti non troppo lontani dal mio e vorrei capire.
Grazie primomaggio
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda primomaggio » 01/09/2015, 9:54

Gattina, ok... sapevo che il tuo bambino fa terapie perché mi ricordavo i tuoi topic sul tempo scolastico, ma non so esattamente quali difficoltà abbia. Comunque da come tu racconti i comportamenti in casa io come te perpepisco la sfida. Il fatto è che i bambini hanno bisogno di capire il limite oltre il quale non possono spingersi... forse insomma non tutto è da ricondurre alla percezione di sé, o forse sì....forse vuole capire tu quanto sei disposta a tollerare certe pretese...
Per il rapporto con gli altri, se tu percepisci una sofferenza del tuo bambino nella presa di consapevolezza di sé, aiutarlo con uno psicologo farebbe bene a lui e a te, che sicuramente non sei indifferente alla sua frustrazione e alla sua rabbia.
Con la scuola poi come avete deciso di fare?
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda gattina » 02/09/2015, 1:47

Con la scuola abbiamo provato in primavera a farlo uscire prima, e aumentare il tempo di sport - per ora conviene che resta lì dove è dove ha i suoi amichetti - soprattutto viste queste dificoltà emergenti. Poi sto rivedendo me priorità nel senso che fino a poco tempo fa mi preoccupavo soprattutto della scrittura, della scuola, ma l'aspetto psicologico è in questo momento più importante.
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda moonrise » 04/09/2015, 20:33

Ciao Gattina, non so se posso esserti d'aiuto perché il tuo bimbo é molto piú grande della mia e sicuramente hanno esigenze diverse. Noi stimo entrando nella fase dei TT dove iniziano i capricci ed é tutto un no no no, io io io, é mioooo....
Leggendo qualche articolo e libro a riguardo mi é stato utile in particolar modo il libro "intelligenza emotiva per un figlio" di Gottman. Prla di come relazionarsi con i bambini che stanno facendo i capricci. Di come sia importante fargli capire che comprendiamo i loro sentimenti e che in certe situazioni si condannano i comportamenti e non la loro persona. Insomma non so se puo aiutarti ma a me ha dato delle idee su come procedere.
Inoltre é utile magari ritagliare degli spazi in cui giocate insieme e lui ha la libertá di scegliere come e con cosa giocare. In questo modo ha un periodo all'interno della giornata in cui ha la libertá di prendere il controllo della vostra relazione in modo "sano".
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda ely66 » 12/08/2016, 21:26

girovagavo su internet e ho trovato un link.
non l'ho scaricato, ma visto che è un e-book gratuito, magari male non fa.

ho guardato un po' il sito e sembrano persone "serie" con curriculum adeguati. non garantisco per loro ovviamente.
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Re: Momenti in cui è ingestibile a chi è successo?

Messaggioda crucchina79 » 13/09/2016, 7:33

Probabilmente se, come tu dici, sta aprendo gli occhi sulle sue difficoltà, sta passando un momento in cui non si sente propriamente a suo agio e lo dimostra cercando di attirare l'attenzione come riesce (specialmente se ha difficoltà nel linguaggio).
La componente psicologica è fondamentale... perché se si sente a suo agio e accettato sicuramente sarà più incline anche a collaborare in tutto il resto. Io ti consiglio di leggere qualsiasi cosa scritta dal prof. Stella sui DSA legati alla dislessia e simili. E di chiedere aiuto a qualcuno...
Amate le persone, non le cose. Usate le cose, non le persone. (Spencer W. Kimball)

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